AbbigliamentoProve

CORRERE BIO? SI PUò

Dorando_Ev
Confort
90%
Traspirabilità
80%
Leggerezza
95%
Design
70%

Pensavate che i capi d’abbigliamento da running fossero solo un trionfo di poliestere e materiali sintetici? Pensavate che noi poveri runners saremmo sempre stati schiavi della T-shirt “oleosa”? Vi sbagliavate! La rivoluzione nei capi d’abbigliamento per noi amatori è arrivata, è bio ed è tutta italiana.

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Gli amici di Dorando, azienda che si sta facendo largo nell’abbigliamento sportivo grazie alle continue innovazioni che la contraddistinguono, ci hanno gentilmente mandato in prova alcuni loro capi “No Oil”. Prima di entrare nel dettaglio del test è importante però capire come sono sono trattati questi capi. Dorando sostituisce i classici tessuti derivati da poliestere e polipropilene con fibre ricavate da materiali naturali, come ad esempio il Lenpur®, un filato ecologico ricavato dalla polpa di abete bianco coltivato e potato (a zero impatto ambientale). Questa fibra ha un elevato potere assorbente e di rilascio dell’umidità. La sua lavorazione con una tecnica particolare ha prodotto un tessuto incredibilmente morbido, fresco e leggero, termoregolatore e dall’asciugatura rapida.

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I capi che ci sono stati inviati sono una T-shirt a maniche corte, una t-shirt a maniche lunghe e un paio di short. Aprendo la scatola, molto elegante, ci troviamo di fronte a indumenti che già dal loro stile, assolutamente delicato e sobrio, dichiarano di volersi scostare dai prodotti di massa che siamo abituati ad indossare noi amanti della fatica: gli accostamenti cromatici sono molto delicati, al limite dell’austero, e il disegno è essenziale e minimal, quasi a bisbigliarci che qui non c’è bisogno delle luminarie e dei fuochi d’artificio, ma che è la sostanza che conta.

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Infilandomi gli short e la prima t-shirt, mi rendo conto che quanto mi era sto detto dai miei interlocutori in Dorando è assolutamente vero: i capi sono leggerissimi e estremamente confortevoli, tanto morbidi che ci si potrebbe anche dormire! Ma noi siamo qui per correre! Affronto la prova in condizioni climatiche che variano tra i 28 e 34°, su un percorso vario e collinare. La prima impressione è molto positiva, tutti gli sfregamenti che provocavano irritazioni sull’interno coscia e sui capezzoli, che vengono generalmente risolti con cerotti, (o nel caso della vecchia scuola con una buona dose di vasellina) sono nulli.

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Nessuna irritazione e massimo confort. Il tessuto è molto traspirante e non si ha mai la sensazione di “soffocamento” che molti capi per il running danno. Alterno le due t-shirt ma le buone impressioni restano. Non c’è che dire quando si suda le maglie lo evidenziano, non ci sono escamotage chimici a nasconderlo e non potrebbe essere altrimenti data la tipologia di tessuto, ma non si sente molto sulla pelle e la traspirabilità resta immutata.

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Dopo un paio d’ore di sgroppate e cambi di vestiario decido di provare il tutto anche con uno zaino in spalla. In questo caso ovviamente ho riscontrato qualche problema in più. Il contatto tra uno zaino molto (ma molto) sintetico, come quello che ho utilizzato e come il 99% di quelli in commercio, non favorisce di certo la traspirabilità: in poco tempo ho la schiena imbrattata e la t-shirt è diventata un tutt’uno con gli short.

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Il problema però è, a mio parere, marginale . Chi fa trail e ultratrail soprattutto, preferisce in genere dei capi a compressione, ma parliamo di tutto un altro genere e non avrebbe senso fare un paragone. In conclusione posso consigliare questi capi a chi vuol correre sentendosi fresco e libero da ogni orpello, a chi vuole sentirsi leggero e a chi ha un occhio di riguardo per l’ambiente: non resterete delusi.

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Roberto Delfanti

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