TOUR de FORCE

LA MAGIA DEI MONTI SIBILLINI

By 1 agosto 2014 No Comments
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I monti Sibillini, a cavallo fra Marche e Umbria, rappresentano uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti dell’Italia Centrale, ricchi di molteplici paesaggi e bellezze naturali. Nel Medioevo terra di passaggio di pellegrini e mercanti diretti a Roma, erano conosciuti in tutta Europa come regno di demoni, negromanti e fate.

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Fra le numerose leggende le più famose sono quelle della Sibilla, “Illustre profetessa” che viveva in una grotta sita sull’omonimo monte e quella di Pilato secondo la quale il corpo esanime del famoso procuratore romano fu trascinato da alcuni bufali nelle acque rosseggianti del “demoniaco” lago, sito nell’alta incisione valliva che attraversa longitudinalmente il massiccio del Vettore. Poco distante si trova la Gola dell’Infernaccio, in cui aleggiano ancora i ricordi di antichi riti negromantici.

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I Sibillini con il Monte Vettore raggiungono i 2476 m di quota,e sono uno dei principali gruppi montuosi dell’Appennino. Si estendono, per una lunghezza di circa 30 Km, a cavallo tra l’Umbria e le Marche e sono percorsi, lungo il crinale principale, dalla linea spartiacque che individua un versante tirrenico, ad occidente, e un versante adriatico, a nord ed a oriente

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I due versanti dei M. Sibillini, sono molti diversi tra loro. Quello Adriatico precipita bruscamente, ad est, sulle colline picene, con i fianchi scoscesi e impervi del M. Castelmanardo, del M. Priora, del M. Sibilla e del M. Vettore, mentre a Nord degradano più dolcemente verso il bacino del Chienti

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Il versante tirrenico,invece, dove i movimenti di distensione della crosta terrestre, tuttora in atto, hanno prevalso su quelli di compressione, è caratterizzato dalla presenza di ampie conche intermontane, come la valle del Campiano, il Piano di Santa Scolastica e il grandioso sistema dei Piani di Castelluccio, racchiuse da rilievi dalle forme morbide e arrotondate.

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Passeggiando lungo i sentieri di questi affascinanti Monti Sibillini, spesso ci si può imbattere in quello che è considerato “Il sentiero dei Sentieri” e cioè il Grande Anello dei Sibillini detto più semplicemente GAS. Il GAS ha una lunghezza approssimativa di 120 Km; è un circuito ad anello che racchiude grossomodo i confini del Parco Nazionale toccando paesi e rifugi dove poter quasi sempre sostare e che normalmente, con i canonici e più famosi sentieri, non si raggiungerebbero.

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E’ un percorso che non raggiunge elevate altitudini; basti pensare che la massima quota raggiunta è di 1.800 metri all’altezza di Forca di Giuda, il valico compreso tra il Monte Patino ed il Monte delle Rose ma non per questo va sottovalutato. Infatti dobbiamo considerare innanzitutto una camminata continua per più giorni consecutivi ed anche se non si toccano vette e creste imponenti, alcuni dislivelli lungo le tappe sono importanti. Una media di cira 650 metri con un picco di 1.100 metri durante la tappa Fiastra-Garulla.

Dettaglio tappe del Grande Anello

Iª TAPPA: VISSO – CUPI

12,100 km Dsl + m 800 Dsl- m 432 ore 4/4.30

Dal centro storico di Visso, si sale lungo le pendici del Monte Careschio, aggirandolo fino ai Piani di Macereto, in cui è situato l’omonimo Santuario bramantesco e da cui si ammira la spettacolare parete rocciosa del M. Bove Nord. Si prosegue poi, aggirando il Fosso La Valle, fino a giungere a Cupi.

IIª TAPPA: CUPI – FIASTRA

11,500 km Dsl+ m 495 Dsl- m 723 ore 4/4.30

Risalendo il versante sinistro di Costa Tranquilla si raggiungono i pascoli alla testata della Valle di Campobonomo fino alla dorsale del Monte Coglia. Da qui, una lunga discesa, da cui si aprono ampi panorami sul Lago del Fiastrone, conduce a Trebbio di Fiastra.

IIIª TAPPA: FIASTRA – GARULLA

24 km Dsl+ m1100 Dsl- m 800 ore 6.30/7

Si percorre obliquamente il versante nord dell’ampia dorsale che scende dal Pizzo di Chioggia, attraversando vallette e fossi tra cui il Rio Bagno e il Rio Fessa. Il percorso offre ampie vedute sul Lago di Fiastra e sull’omonima impervia Valle. Il percorso attraversa le ampie distese dei Prati di Ragnolo, che regalano spettacolari fioriture primaverili e vedute mozzafiato sulle colline marchigiane e sul versante settentrionale dei Monti Sibillini, con le valli dell’Acquasanta e del Fargno.

IVª TAPPA: GARULLA – RUBBIANO

9,700 km Dsl+ m440 Dsl- m510 ore 3.45/4.15

Si attraversano le propaggini orientali del M. Amandola e del M. Priora, che sovrastano le strette incisioni della Valle dell’Ambro e del Tenna, caratterizzate da profondi e suggestivi canyon, come la Gola dell’Infernaccio, scolpiti nella roccia calcarea dall’azione erosiva dell’acqua.

Vª TAPPA: RUBBIANO – COLLE DI MONTEGALLO

13,600 km Dsl+ m 863 Dsl- m 743 ore 5/5.30

Da Rubbiano si risalgono le ampie e ripide praterie del M. Zampa propaggine orientale del M. Sibilla . Oltre la panoramica frazione di Altino si incontra la chiesa di Santa Maria in Pantano, che conserva affreschi raffiguranti le Sibille. Si prosegue quindi fino a Colle di Montegallo sovrastato dall’imponente M. Vettore.

VIª TAPPA: COLLE DI MONTEGALLO – COLLE LE CESE

km 18,600 Dsl + m 650 Dsl- m190 ore 5.30/6

Si continua al cospetto del grandioso versante Est del Vettore per poi entrare nella vasta pineta che copre la base del roccioso versante sud-orientale. Percorrendo il Sentiero dei Mietitori si giunge in prossimità di Forca di Presta, da cui il panorama si apre sulla valle del Tronto e sui Piani di Castelluccio.

VIIª TAPPA: COLLE LE CESE – CAMPI VECCHIO

km 19,500 Dsl+ m 449 Dsl- m1089 ore 6/6.30

Questo lungo itinerario contorna i Piani di Castelluccio, la maggiore depressione tettonica dei Sibillini, con splendidi scorci panoramici che hanno come sfondo l’imponente versante ovest di Cima del Redentore. Dalla Forca di Giuda, punto più alto dell’intero anello (1794 m), si scende verso la Forca di Ancarano per poi proseguire sul sentiero per Campi.

VIIIª TAPPA: CAMPI VECCHIO -VISSO

km 9,500 Dsl+ 400 Dsl – 360 ore 3.30

Da Campi si traversa la Val Majore fino alla sella tra il M. Macchialunga ed il Monticello che si apre sulle ampie praterie dei Casali dell’Acquaro; si scende quindi nella Valle di Visso, una via di comunicazione storica tra Visso e Norcia

Giorni di piena libertà, sempre a contatto con una natura inebriante . E’ una interessante e divertente avventura nel cuore dei Monti Azzurri che vale sicuramente la pena di fare se vi piace il trekking in generale ed avete almeno una decina di giorni a disposizione.

Emilio Delfanti

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