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Nove Colli Running

By 24 maggio 2018 No Comments
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Sabato 19 Maggio ore 12.00, Porto canale di Cesenatico. Da qua inizia un viaggio lungo 202,4 km con 3200mtD+. Una gara annoverata tra le 3 più dure al mondo, una gara in cui i finisher sono sempre meno del 50% di quelli che partono, l’Ultra maratona per eccellenza in Italia, Nove Colli Running.
Solo la spunta prima della partenza è un turbinio di emozioni indescrivibili, vorrei piangere ma non posso, devo rimanere concentrato, per me essere qua è già un successo.

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Sono consapevole di avere fatto un’ottima preparazione, ma gli inconvenienti in gare così lunghe sono macigni che possono fermarti prima della linea dell’arrivo.
I primi 20 km si corrono tutti insieme dietro al giudice di gara e sono quelli che ci porteranno da Cesenatico a Settecrociari, dove inizia ufficialmente la gara, con l’inizio del primo colle, il Polenta.
Dopo 30 km di corsa ho già capito perché rientra nel trittico delle gare più dure al mondo.
Rimango concentrato ed i primi due colli passano senza troppi intralci, passato il polenta è la volta di Pieve di Rivoschio e poi Ciola ed il mitico Barbotto. Arrivo sul Barbotto ed inizia la notte, sono circa le 21.30 e si corre già con la frontale. Mi fermo per cambiarmi e rifocillarmi, scambio di battute con gli amici di Parma Walter e ABS e si riparte per affrontare gli altri cinque colli rimasti.

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La notte è serena, un cielo stellato da cartolina ed alcune lucciole a farci compagnia. Le colline romagnole in versione notturna sono molto belle ed il panorama dei borghi illuminati in lontananza aiuta nella corsa.
Poco prima di mezzanotte arrivo a Ponte Uso che segna metà gara. Non ho problemi e psicologicamente sono tranquillo e motivato. Supero agevolmente Monte Tiffi, arrivo al Perticara e qui mi fermo per una pausa massaggi. Sosta non fu più azzeccata, i miei quadricipiti ringraziano. All’alba sono in cima al Pugliano, con un panorama da cartolina su S.leo (foto che ho visto decine di volte sui forum che parlano di Ncr!). Il colle del Pugliano è anche il più alto della corsa, mi fermo qualche minuto per mangiare e riparto perché l’alba porta anche aria fresca. Scendo rapidamente sulla fondovalle per affrontare il penultimo colle, il Passo delle Siepi. Inizio l’ottavo colle con la consapevolezza di avere già percorso 150 km dopo solo 19 ore di corsa.

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Arrivo al ristoro delle 100 miglia dove ormai il sole è alto e mi cambio per affrontare la giornata che spero mi porti a coronare un sogno!
Il pezzo più brutto di questo viaggio però è dal ristoro delle 100 miglia al colle del Gorolo. Circa 6-7 km di continui rettilinei di cui non si vede mai la fine. Ma, alla fine arriva lui, il Gorolo, l’ultimo colle che ha in alcuni punti una pendenza del 17% (immaginate voi dopo 170 km di corsa cosa voglia dire)
Dopo il Gorolo ci sono ancora 30 km all’arrivo e sono veramente i più duri, ma il mare è sempre più vicino.

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Arrivo alla grande fino al ristoro di Savignano sul Rubicone, passato il ristoro le gambe non vogliono ripartire, ma vedere il grattacielo di Cesenatico trasmette una forza interiore senza eguali. Al cartello dei 3 km all’arrivo ricomincio a correre seriamente fino a quando a circa 1200 mt dall’arrivo mi si accosta un ragazzo che mi incita e mi sprona a correre sempre più forte fino all’arrivo. Non so chi sei, ma grazie davvero!
Tagliare il traguardo di una gara così dura è veramente un sogno. Sono un uomo d’acciaio!
Correte, ma sempre col sorriso!

#runhappy #runslowlybutrun

Matteo Papini

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