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Tor Des Chateaux!

By 24 maggio 2017 No Comments
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Ho aspettato una settimana prima di scrivere quest’articolo sul Tor Des Chateaux, 170km, 4000 mt di dislivello dichiarati (più di 5000 in verità), solo 36 ore di tempo limite per un percorso difficile da interpretare, di certo bellissimo e affascinante che ti invita alla corsa per poi punire la tua spavalderia, perché 170 sono veramente tanti… A tentare quest’avventura non solo io, ma anche Matteo, perché si sa: due è meglio di uno in questi casi, oltre a un team d’assistenza collaudatissimo con Baffo e Signora pronti a coadiuvare i nostri sforzi.

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Photo: Da www.tordeschateaux.it – Courthoudph

Per questa prima edizione gli iscritti sono davvero pochini, solo 54, forse per il fatto che la formula spaventa un filo: è un trail? è una ultra? chi lo sa… Dopo averla fatta posso dire che è un trail, con un percorso non tecnico, con passaggi su cemento, tanti, ma è senza dubbio un trail e non è paragonabile ad una ultra su strada, piuttosto direi, come avevo supposto, ad un Ultrabericus molto lungo, quindi sentieri facili e larghi, strade sterrate e diversi passaggi nei borghi, che consentono alle assistenze personali di seguire gli atleti lungo tutto il percorso.

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L’organizzazione è della VdA trailers, che già si occupa del Tor Des Geant e vanta una lunga esperienze in competizioni internazionali. Fatta questa premessa veniamo alla corsa. Partenza come da programma alle 20 in punto dalla piazza centrale di Aosta. Tensione alle stelle, come tante le stelle in gara soprattutto in campo maschile, basta citare il super Oliviero Bosatelli e la leggenda Bruno Brunod. Io e Matteo cerchiamo di sciogliere l’agitazione scherzando un po’, ma sappiamo entrambi che sarà dura, anzi durissima.

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Partiamo ed è subito pioggia, un bel temporale che ci accompagna per un’oretta. Il ritmo lo detto io, Matteo ne ha di più ma si affida alla mia esperienza da Passeur, quindi come due trattorini, costanti e precisi ci affidiamo fin dalla prima salita alla regola d’oro “passo svelto in salita, corsa decisa in discesa” e la cosa funziona (funziona sempre), infatti da subito prendiamo un buon margine sui cancelli, al km 26 è già di due ore e crescerà costantemente fino a metà gara.

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Photo: Da www.tordeschateaux.it – Stefano Jeante

Il panorama è davvero affascinante, ogni pochi kilomtri si scorgono castelli e fortezze che sembrano spuntare come funghi e chi come noi non ha velleità di classifica può spendere qualche secondo ad osservarli, belli e illuminati nel loro splendore. La gara procede bene ma fin da subito notiamo che ci sono degli enormi problemi con il balisaggio… Amici, di bandierine proprio non ce ne sono ed è un problema grosso perché si naviga a vista…. Pensate che anche quella leggenda di Brunod ha lisciato un punto di controllo e ci metto la mano sul fuoco sulla sua buona fede, ci mancherebbe, ma se sbaglia lui, fra i testimonial della gara e per di più valdostano, figuratevi noi comuni mortali che numeri abbiamo fatto per rimanere in gara…

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Photo: Da www.tordeschateaux.it – Courthoudph

Mai e dico mai mi era capitata una cosa simile ed è un peccato perché la gara meriterebbe di essere vissuta senza l’ansia di perdere la strada. Io e Matteo siamo stati molto fortunati ad avere un’assistenza che ogni qual volta ci siamo persi (15 km circa in più tanto per dire una cifra…) abbiamo potuto contattare per farci indicare la strada corretta… tanti non hanno avuto la nostra fortuna, alcuni furbetti ne hanno anche tratto vantaggio, schivando le salite e correndo sulla statale a fondo valle (ma sono dei poverini e resteranno a crogiolarsi nella loro pochezza) per arrivare ai controlli quasi tutti situati nei paesi…

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Bandelle a parte, non vorrei spaventarvi, sono sicuro che nella prossima edizioni gli amici del VdA sapranno ovviare a quest’inconveniente (a loro detta dovuto alla stupidità di qualche simpaticone che si è divertito a togliere tutto e noi vogliamo crederci), l’unica cosa che obietto agli organizzatori è che o con dei volontari, o in qualche altro modo, si doveva ovviare all’inconveniente, perché le segnalazioni del problema sono arrivate fin dai primi ristori. Torniamo alla gara e alla sua bellezza però!

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La prima notte è passata liscia, così come il temporale che non è stato di quelli tremendi. Alcune salite si sono fatte sentire ma parliamo di strappi accettabilissimi, anche se continui, e di un terreno semplice semplice e per nulla tecnico. Bene anche il sabato dove io e Matteo abbiamo mantenuto la nostra strategia alla grande e abbiamo anche saputo recuperare le nostre escursioni extra-percorso dovute agli inconvenienti sopra citati. Fino al 95° km, dov’era situata la base vita, abbiamo corso in discesa, corricchiato in piano e camminato veloci in salita accumulando fino a 4 ore sui cancelli: alla grande! Seconda parte di gara impostata sul mantenimento del vantaggio acquisito…

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Stavolta sono io ad averne un po’ di più rispetto a Matteo, ma sono dettagli inoltre fin qui l’abbiamo fatta assieme ed è giusto finirla così, quindi passo svelto, soste velocissime ai ristori e gambe in spalla, anche se i km cominciano a farsi sentire. Intorno al 120° piccole crisi ci colgono quasi in simultanea e per un attimo ci annichiliscono, ma il fatto di non perdere comunque tempo rispetto alla nostra strategia di gara ci da la carica. Poi la notte e un grande temporale, stavolta davvero tosto, sulla salita più dura di questo Tor des Chateaux… freddo per freddo (e con qualche bestemmia che ci precluderà per sempre il paradiso) arriviamo al 140° con ancora il nostro margine di 4 ore… Siamo felici, sentiamo l’impresa a portata di mano, ma la sorpresa è in agguato…

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Perdiamo la strada per l’ennesima volta e in un tratto dove avremmo dovuto fare 7 km ne facciamo 15, in quello dopo altri 7 in più con il nostro vantaggio che va pian piano riducendosi… Fortunatamente il Baffo ci ha indicato telefonicamente la giusta strada per l’ennesima volta e diciamo che ormai Aosta è davvero vicina… Purtroppo non ne abbiamo più per correre, né per cercare il recupero del tempo, il nostro passo è davvero modesto, ma siamo al 160° e a questo punto ci basta arrivare. Varchiamo stremati l’arco di trionfo ed entriamo in Piazza Chanoux alle 7 e 15. 35h e 15 minuti di una cavalcata esaltante. Ad accoglierci il vuoto, i miei genitori, la moglie di Matteo, qualche volontario che applaude e un’ambulanza, ma tanto basta, a noi sembra uno stadio gremito…

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Abbiamo fatto una grande impresa, ci siamo stati nei tempi nonostante tutto (in seguito la direzione gara deciderà di mettere in classifica anche chi è arrivato fino alle 38 ore, ma sono fiero di essere stato nelle 36 iniziali) e abbiamo vissuto un’avventura straordinaria. Spendo solo due righe per ringraziare Matteo, che ha condiviso con me questa fatica, i miei genitori che ci hanno fatto un’assistenza che manco Bosatelli aveva e senza i quali sarei perso (in generale e in questo caso letteralmente…), il team #ASICSFrontRunnerItaly, in particolar modo Luca Conti che mi propone sempre progetti molto interessanti  e si becca tutte le mie ansie e Marco Viti disponibilissimo nel rifornirmi di tutto ciò che avevo bisogno, grazie davvero! Ultime, ma prime nel mio cuore, le mie gioie, mia moglie Isabella e mia figlia Giulia, che mi seguivano da casa e senza le quali nessuna impresa piccola o grande avrebbe senso. Giulia hai visto cos’ha fatto papà? Alè!

Roberto Delfanti

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