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Tuscany Crossing

By 2 maggio 2016 2 Comments
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Sempre alla ricerca di nuove gare e di nuovi ultratrail o simili da testare, era già da qualche anno che puntavo la Tuscany Crossing, un ultratrail da 103km e 3500 mt di dislivello positivo. innamorato come sono della Toscana ed in particolare della Val d’Orcia, non potevo lascairmi sfuggire l’occasione anche quest’anno, così con tanto di famiglia al gran completo al  seguito, venerdì 22 verso mezzogiorno ero già al ritiro pettorali a Castiglione d’Orcia, incantevole borghetto dalla quale all’alba sarei partito per quest’ennesima avventura.

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Sì perché permettetemi di considerare sempre una competizione da 100 km un’avventura, anche se stavolta non mi sono trovato di fronte alle difficoltà della natura impervia delle Orobie o al gelo dell’Adamello, non vuol dire che vada presa sottogamba. Ogni gara ha un suo tasso di difficoltà, anche se solo di 10 km, figuriamoci cosa può succedere in 100!

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Quindi con la stessa umiltà di quando mi sono presentato al via della Grande Corsa Bianca, alle 5:15 del Sabato ero pronto per la Tuscany Crossing. Saluto qualche amico ultra, ormai siamo sempre gli stessi, e via partiti. L’itinerario è da mozzare il fiato: bellissimi paesaggi da cartolina si alternano fra salite e discese mai estreme, ma di certo costanti in un sù e giù che non è facilissimo da gestire, la tentazione di correre infatti è sempre dietro l’angolo, ma conosco i miei limiti e adotto la regola d’oro “passo svelto in salita e corsa in discesa”.

Da www.girovaldorcia.com

Da www.girovaldorcia.com

Come detto la partenza è da Castiglione d’Orcia, il tempo non è molto clemente, infatti piove leggermente e dopo circa una mezzora di gara piove davvero. Per un certo verso non è male: ho la sensazione che col cielo limpido e il caldo non sarebbe meglio, ma il fango che resta attaccato alle scarpe è davvero stancante e soprattutto per i i primi 40 km non ti molla mai. La corsa si snoda fra paesaggi incantati e borghetti nascosti ed è davvero bella.

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Non è un trail impegnativo dal punto di vista delle tecnicità, anzi direi nessun problema su quel fronte, quanto per la lunghezza e per il tracciato che è un continuo “mangi e bevi”. Per intenderci ho sentito gente che si lamentava del fatto che c’era troppo poca salita e che doveva correre troppo, sembra una sciocchezza ma è un ragionamento che molti trailer che fanno corse più vicine alle sky race fanno proprio.

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Io personalmente credo che di ogni corsa si debba cercare di prendere il meglio e in questa Tuscany sono la dolcezza e piacevolezza di tutto ciò che ti circonda a fare la differenza. Se poi uno ha la fortuna di avere tutta la famiglia a supportarti, ogni ristoro diventa una festa, con la mia piccola Giulia che mi è corsa incontro ogni volta per fare qualche metro con me, una vera soddisfazione per un papà.

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Ma torniamo alla corsa! Al solito sono partito in modalità ragioniere, con la priorità di mettermi subito al riparo dai cancelli: non che siano stretti ma basta una disavventura e potresti essere fuori. Incontro per strada Stefano, con la quale faccio una quaratina di km. Dividere la fatica è sempre una manna, perché sarà anche poco tecnica questa Tuscany Crossing, ma di gente rilassata non ne ho vista. Il tempo non è clemente e sono più le ore di acqua o meglio acquazzoni che quelle di sole.

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Da www.girovaldorcia.com

Arrivo a metà gara con un tempo di assoluto rispetto, circa 7 ore, ma piuttosto provato dalla fatica e soprattutto dal fango… Mangio per bene al ristoro, scambio due chiacchiere con figlia, moglie e genitori e riparto. Mi accorgo da subito che Stefano ha un altro passo. Con estrema gentilezza mi aspetta, è la sua prima 100 e teme di farsi prendere dalla foga, ma onestamente può andare di più. Arrivo al 75° davvero stanco, ma la preoccupazione più grande sono delle fitte allo stomaco che non preannunciano niente di buono.

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Da www.girovaldorcia.com

 A quel punto libero Stefano dalla mia zavorra e lo invito a tenere il suo passo, purtroppo io da lì in poi dovrò rallentare molto per svariate soste… mmh… “tecniche”. Verso il 90° km la mia situazione ritorna accettbile e riesco a proseguire con continuità. Arriverò dopo 18 ore a Castiglione d’Orcia, chiudendo l’anello della Tuscany Crossing. Che dire, speravo di arrivare 1h – 1h 1/2 prima, ma non importa, gli inconvenienti capitano e non sono fissato col tempo.

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Resta una bellissima gara, consigliatissima a che si approccia per la prima volta ad un ultratrail sui 100k, con un percorso fra i più belli dal punto di vista paesaggistico di tutto l’appennino. Resta ovviamente l’immagine della mia piccolina un po’ ovunque e presa a mascotte dai concorrenti ai quali ha regalato fiori in attesa del suo Turbolento papà, oltre al piacere di tagliare il traguardo con lei e mia moglie per la prima volta. Alé!

Roberto Delfanti

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2 Comments

  • Giuseppe scrive:

    Ciao Roberto! Bellissima corsa e stupendo resoconto! Pensavo anche io di parteciparvi ma sono un po’ preoccupato dalla mia (poca) preparazione per una competizione di questo tipo. Infatti ho percorso al massimo una mezza maratona. Hai qualche consiglio da darmi, basato sulla tua esperienza, per approcciarmi a questo tipo di gara?

    Grazie mille per tutti i preziosi consigli.

    • Roberto Delfanti scrive:

      Ciao Giuseppe! Questa corsa è davvero meravigliosa e presenta un percorso che ben si adatta a chi intende affacciarsi per la prima volta ad un ultratrail oltre i 100k. A dispetto del dislivello relativamente poco impegnativo e del percorso assolutamente non tecnico, non è però da prendere sottogamba perché proprio quel dolce su e giù prolungato per così tanti kilometri si rivela davvero tosto. Se finora hai percorso solo una mezza maratona ti consiglio di andare con i piedi di piombo. Forse hai fatto una mezza in montagna, ma se così non fosse ti direi innanzitutto di provare una distanza analoga in un trail, le sensazioni e l’interpretazione della gara sono molto differenti: spesso si cammina e i tempi sono molto dilatati e le salite che si trovano sono in genere molto più impegnative che nelle corse su strada; ad esempio la Cortina-Dobbiaco è un ottimo allenamento su una distanza relativamente breve, oltre ad essere ormai una classica. Il mio consiglio è di crescere gradualmente con distanza e dislivello, passare da 21 a 100 è forse un balzo troppo grande: bisogna imparare a conoscere bene il proprio corpo a capire quando mangiare e bere (fondamentale) e convivere con le varie crisi che inevitabilmente si presentano. Niente di impossibile, serve solo farsi una buona esperienza e un buon allenamento oltre che fisico soprattutto mentale. A presto!

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