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Ultratrail Via degli Dei 2018

By 20 aprile 2018 No Comments
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Amici Turbolenti che gara la UVD 2018. Dopo la débacle dello scorso anno che mi ha portato al ritiro al km 105 per un’insolazione, a soli 20 dall’arrivo, quest’anno ho voluto riprovare, perché volevo proprio arrivarci a quel traguardo nell’anfiteatro romano di Fiesole. Quest’anno la truppa era però più ampia con Matteo con me a fare questo viaggio che dal centro di una bellissima e sempre affascinante Bologna attraversa l’Appennino e ti porta a Fiesole nel cuore della Toscana.

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Dopo i consueti preliminari organizzativi, ovvero controllo zaini, molto scrupoloso (finalmente un po’ di attenzione a queste cose!) e briefing tecnico, alle 00:05 si parte da Piazza VII Agosto. I primi km del percorso sono tutti su asfalto e del resto non vedo come si sarebbe potuto fare altrimenti per avvicinarsi all’Appennino.

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Sono comunque suggestivi perché si taglia in due il centro di Bologna e si ammirano gli scorci più belli fino ad arrivare ai piedi del Colle della Guardia di cui bisogna raggiungerne la vetta con un numero sconsiderevole di scalini che tagliano subito le gambe. Avendo già fatto buona parte della gara lo scorso anno non mi faccio prendere da fregole da cronometro e con Matteo optiamo per una condotta molto saggia e regolare. Raggiunta la vetta finalmente si comincia con lo sterrato con una bella discesa molto ben segnalata, con tanto di radici pericolose sempre evidenziate.

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Purtroppo appena arrivati in piano i miei timori iniziali dovuti al meteo dei giorni che ha preceduto la gara sono stati confermati e si comincia con il leitmotiv che caratterizzerà almeno l’80% del percorso: fango signori, fango a go go! Poco male, se non volevamo qualche imprevisto si doveva fare una 50km di Romagna (con tutto il rispetto per quella sempre bella competizione). I primi 20km vanno via comunque lisci lisci, andiamo al risparmio ma senza mai smettere di correre. Da subito vediamo di avere un buon margine sul primo cancello e questo ci rincuora.

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Troviamo inaspettatamente gente che sta male fin dai primi ristori, cosa che francamente non capisco dato che di fatto di salita finora ce n’è stata ben poca, anzi il bello comincia proprio adesso. Dal 20 km fino al 70,5, dove è posta la prima base vita il percorso è quello tipico delle gare in Appennino: un continuo mangia e bevi, molto pericoloso per chi ha fretta, perché è un attimo e ti ritrovi senza energia, con strappi continui di 300-400 metri di dislivello che non ti consentono né di prendere un ritmo da camminatore  in salita, né di trovarne uno da runner in discesa. Chi ha pensato di fare una gara facile deve ricredersi, e chi è andato oltre già molla…

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La Via degli Dei è paragonabile all’Abbots Way, dove un percorso apparentemente poco tecnico (in verità in questa gara qualche passaggio tosto c’è, contrariamente all’Abbots) non dev’essere scambiato per un percorso semplice, o “alla portata dei più”, sarebbe un grave errore.

Comunque io e Matteo arriviamo stanchi ma senza problemi particolari alla base vita. Ci cambiamo e facciamo una bella sosta senza fretta per rifocillarci a dovere. Per chi la vorrà fare il prossimo anno consiglio di fare altrettanto, perché dal 70,5 al 94° km ci sono solo due punti acqua e questi sono forse i km di gara più critici dove la stanchezza inevitabilmente prende il sopravvento.

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Rifocillati, ripartiamo seguendo metodicamente la regola del cammino in salita e corricchio in discesa. Il panorama comincia a mutare e i grandi boschi Emiliani lascino spazio alle colline dolci della Toscana, che ci regalano paesaggi incantevoli, direi da cartolina e al contempo molto caldo e (in certi casi fortunatamente) un gran vento.

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In questo tratto lo scorso anno stavo compromettendo la mia gara con quella maledetta insolazione, quest’anno sono stato molto accorto e la decisione di anticipare ad Aprile la manifestazione da parte degli organizzatori è stata davvero lungimirante: un conto è il caldo dei 25-30° un conto dei 35-40° dell’anno scorso. Arriviamo piuttosto stanchi al 94°, ma non esausti. Siamo ben presenti e lucidi, anche qui facciamo una bella sosta e mangiamo come se non ci fosse un domani. Moltissimi sono a pezzi e lasciano la gara, noi riprendiamo dopo 15-20 minuti. Ci sono ancora circa 1100 metri di dislivello da affrontare e so che sono tosti. Dopo un paio d’ore arriviamo al km 105. Un po’ mi emoziono dato che qui lo scorso anno decisi che era meglio non proseguire. Quest’anno ci arrivo decisamente meglio, che non vuol dire pimpante, ma di certo bello lucido. L’ultima lunga salita della gara è davvero impegnativa. Siamo stanchi e la salita è un’unica grande colata di fango.

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Qualche concorrente ci passa, ma quando arriviamo sulla vetta, che si presenta freddissima e ventosissima, ritroviamo quasi tutti al ristoro. Beviamo qualcosa di caldo e ripartiamo, mancano 15 km circa. Scendiamo corricchiando. Il percorso non presenta più difficoltà tecniche, anzi per certi versi è un po’ noioso, sopratutto gli ultimi 10km che ci fanno fare un po’ di giri attorno a Fiesole e che ci danno sempre l’impressione di essere arrivati anche se di fatto non è così. Finalmente dopo 26h:30 minuti di gara arriviamo… Previsioni confermatissime (e Matteo può confermavi che non ho sbagliato neanche di un minuto l’orario di arrivo!). L’ingresso nell’anfiteatro lo battezzo subito con una caduta sugli scalini (l’unica caduta nel posto più banale, come da regola), ma è molto suggestivo, anche se ad accoglierci sono solo due intrepidi dell’organizzazione. Che dire di questa gara? Secondo me è molto bella, tipico ultratrail da Appennino.

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Chi si è lamentato di qualche passaggio su asfalto evidentemente non conosce la Via degli Dei, come anche mi fa sorridere chi fa dei paragoni fra questa corsa e una corsa Alpina… Riprendetevi e studiatevi i percorsi, nessuno vi obbliga ragazzi! Mi sento di fare un grosso applauso all’organizzazione che non ha davvero lasciato nulla al caso: balisaggio da manuale, ristori eccellenti, volontari tutti col sorriso e gentilissimi (grazie!), punti acqua nei posti giusti, servizio navetta efficientissimo sia nel post gara sia nell’accompagnarci in stazione, cena completa anche alle 3 di notte, docce calde e pacco gara davvero da UFO!

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Questi ragazzi in un anno sono riusciti a correggere tutto quello che non andava lo scorso anno in maniera eccellente, quindi auguro all’Ultratrail Via degli Dei una vita lunga, per me è già di fatto un classico dell’Appennino! Infine un piccolo spazio per i ringraziamenti: in primis il mio compagno di viaggio Matteo, al quale ora auguro una grande Nove Colli Running, poi un saluto ai miei genitori che per una volta si sono risparmiati di due notti insonni; infine ultime, ma sempre prime nei miei pensieri le mie ragazze, Isabella e Giulia che sopportano ormai da anni i miei allenamenti e le mie mattate. Alè!

Roberto Delfanti

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